29 Aprile 2008

"Il Moccia Mi Scoccia"- articolo vecchio ma bellissimo

Tratto dal Vernacoliere di Aprile 2007... me lo ero quasi scordato....fortunosamente ho trovato questa trascrizione su internet!





"Non ho mai letto libri di Federico Moccia e mai li leggerò. A parte che son destinati al pubblico giovanile, credo che se raggiungi un'età più che matura senz'annusare in anticipo chi e che cosa non devi leggere, guardare e ascoltare, cos'hai campato a fare? Ma per curiosità, dato l'enorme successo mediatico e commerciale, ho sbirciato su Internet brani delle sue "opere" (le virgolette sono d'obbligo) e i commenti degli adolescenti cui sono destinati (il migliore: "Harmony costa meno").
In particolare, m'ha colpito (eccome!) l'inizio del secondo "romanzo" di Moccia, Ho Voglia di Te, da cui il recente film, il seguito del fortunatissimo Tre Metri sopra il Cielo.
Il protagonista, un decerebrato di nome Step, sta tornando dagli Stati Uniti in Italia, ahimé, come se qui non avessimo già Mastella. Ricorda che quando era partito, due anni prima, "l'aereo ha ballato per tutto il viaggio. C'era un temporale e tutti erano spaventati e tesi. Io no. Io ero l'unico a sorridere". Per forza, al tempo voleva morire, l'idiota, augurandosi "un semplice incidente". Alla faccia del caciocavallo! Un disastro aereo chiamamelo "un semplice incidente"!
Ma aspetta un pò. Come hai detto? Un temporale che fa ballare l'aereo "per tutto il viaggio"? Allora non stiamo parlando di un volo intercontinentale, ma della tratta Firenze Peretola-Pisa Galilei: perché non esistono su questa terra temporali che infuriano da una sponda all'altra dell'Atlantico. Ma soprattutto, se ridi mentre balla un aereo che va in USA, gli altri passeggeri ti prendono per uno di Al Qaeda e ti caricano di botte finché non sputi il trincetto.
Mah. Andiamo avanti. Step, all'andata, era depresso per la fine della storia con Babi: "Quando stai male, quando vedi nero, quando non hai futuro, quando non hai niente da perdere, quando... ogni istante è un peso. Immenso. Insostenibile. E sbuffi in continuazione."
E sbuffi in continuazione? Ma cos'è, un ragazzo o una pentola a pressione?
Poi il nostro eroe, non contento di averci ammannito cotanti concetti, dopo una serie d'elucubrazioni demenziali su colombe che spariscono e "ballerine più grasse del dovuto", di cui non si capisce francamente un tubo (quant'è il dovuto?), si beve una birra, fa forse anche un ruttino e guarda fuori dal finestrino (è seduto in corridoio centrale e quindi probabilmente rompe i coglioni a tutti). Attenti: ricordo che sta tornando in aereo dall'America.
"Nuvole tinte di rosa si lasciano attraversare. Morbide, leggere, infinite. Un tramonto lontano. Il sole che fa un ultimo occhiolino. Non riesco a crederci. Sto tornando."
A parte la prosa stucchevole e leziosa, neanch'io riesco a crederci, perché se stai volando dagli Stati Uniti verso Fiumicino, cioè verso Oriente, il Sole al tramonto non lo dovresti vedere, perché ce l'hai alle spalle, essendo che il Sole, tranne che nei libri di Moccia, tramonta ad Ovest. Ma no, dài, te l'ho detto, siamo sulla tratta Peretola-Galilei!
Una deprimente nota biografica ci ricorda che Moccia, a scuola, era bravo solo in italiano (si vede ch'è peggiorato nel crescere, càpita): di certo, in geografia doveva andare malissimo. Mi domando: se solo nelle prime righe ci ammannisce tante bischerate, cosa sarà capace di combinare nelle seguenti 416 diconsi 416 pagine, anche senza contare il ricco corredo di anacronismi, incongruenze e contraddizioni da più parti sottolineati? Per la cronaca, Ho Voglia di Te ha vinto il Premio Città di Padova 2006, ma meritava l'ambitissimo Trofeo BRA (Braccia Rubate all'Agricoltura).
Non ho avuto il coraggio di accostarmi troppo al terzo e speriamo ultimo libro di Moccia, Scusa ma ti chiamo Amore, ben 672 pagine. So solo che si tratta di una sorta di catalogo Vestro della bojata, infarcito di pubblicità occulta, un vero Baedeker del risaputo, dove si narra la fuga d'amore di un pubblicitario sulla quarantina con una ragazzina diciassettenne (che, precisa acuto il Moccia, "lecca con la lingua": ma và, credevo usasse le rotule!), conosciutisi, non ci crederete, complice uno scontro fra la tipa in motorino e il tipo in Mercedes (con quel che costa il carrozziere, ti passa altro che la voglia di trombare...): fuga che si conclude, dopo alterne quanto scontatissime vicende, indovinate dove? Presso un faro! Ma no! Stupore! Incredulità! Meraviglia! Che trovata originale!
Come dite? Che sono invidioso perché il Moccia ha fatto un sacco di quattrini con quattro fregnacce? Possibile. In effetti, quell'uomo, devo ammetterlo, è un fenomeno. Ma come fa, mi domando, tenere e gestire nella propria testa un così vasto repertorio di banalità? Propongo dunque una raccolta di firma affinché il cervello del Moccia sia dichiarato patrimonio modiale dell'umanità e possibilmente ibernato o digitalizzato, in quanto rappresenta il più vasto archivio vivente di luoghi comuni.
E pensandoci bene ammetto anche, mea culpa, d'essere stato ingiusto nei suoi confronti. Il Moccia svolge un'altra missione importantissima, perché dà un esempio ai nostri ragazzi. Insegna che la vita è un'avventura, che non bisogna sottrarsi ai sentimenti, che non si deve avere paura di niente: nemmeno del ridicolo."


Paolo Piazzesi.

 

Il Moccia? Mi Scoccia!

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